Il SIStema di Tracciabilità dei RIfiuti è alla partenza.
Al riguardo si è scritto e letto molto negli ultimi giorni sulla stampa e sui blog specializzati. Cosa significa questa strana modalità di start-up annunciata prima a scaglioni e poi in sordina? Nulla di più naturale se si pensa che SISTRI è un sistema informativo di respiro nazionale e che non si è mai registrato, in passato, lo start-up di un sistema di simile impatto senza un appropriato periodo di test su scala reale.
Il D.M., ormai in corso di pubblicazione, che sancisce legislativamente questa modalità di partenza, si è dovuto appellare alla situazione di ritardo nella distribuzione dei supporti hardware per giustificare il metodo di start-up che, sebbene normale nel mondo dell’informatica, può sembrare inusuale all’uomo della strada o al rigido giurista.
A mio avviso, non c’è nulla di strano e neppure di dietrologico nella partenza in modalità ridotta e in fase di test di un sistema che quando sarà a régime costituirà un fiore all’occhiello del nostro Ministero dell’Ambiente e di tutta la nostra Pubblica Amministrazione, per caratteristiche di innovazione, di tecnologia e di efficacia del controllo.
Le associazioni di categoria attraverso i loro portavoce e i diversi giornali che hanno fatto da casse di risonanza hanno commentato a tutti i livelli quelle che definiscono le “mancanze” del sistema: carenza di comunicazione, carenza di sperimentazione, carenza di formazione, carenza di rispetto dei tempi annunciati, carenza di attenzione verso i soggetti obbligati che hanno pagato il contributo, eccetera.
Ritengo che il MATTM prendendo atto, nella conduzione dei diversi tavoli tecnici di confronto, molto più che delle lamentele pubblicate a ridosso delle date annunciate di entrata in funzione, delle problematiche aperte dai rappresentanti delle categorie coinvolte dall’introduzione del SISTRI e dai tecnici di settore chiamati ad analizzare le funzionalità del sistema nel corso della sua costruzione, abbia deciso di sottoporre a normativa la fase di test allargato all’intero universo dei soggetti obbligati e, contemporaneamente, prendere il tempo necessario per dare le dovute risposte alle richieste di maggiore informazione/formazione sulla consistenza e sull’uso del sistema. In tal modo, a mio avviso, va letto il dispositivo del decreto ministeriale.
La gran parte dei cittadini di questo paese ricordano il primo giorno di scuola come la prima esperienza di vita pubblica. Oggi, primo ottobre, deve essere considerato il primo giorno di scuola di questo imberbe SISTRI, il primo giorno della sua vita pubblica.
Dipenderà dalla qualità dei docenti che incontrerà nei prossimi mesi se la sua formazione e la sua crescita produrranno un cittadino modello o un peso per la società.
Quanto più i commentatori saranno cattedratici, pedanti e distratti rispetto alla formazione dello scolaro tanto più la risposta alla crescita sarà ristretta e scarna, quanto più essi si adegueranno alla mentalità del buon maestro di stampo popolare, saggio e tollerante ma fermo nell’applicazione dei programmi al proprio lavoro e giusto nei giudizi sulla crescita, lo scolaro potrà mostrare le qualità, oggi non palesi, del miglioramento che la sua corretta evoluzione potrà portare al suo ruolo nella società.
Ognuno faccia la parte che è chiamato ad interpretare, onestamente, se ne è capace, per quanto mi riguarda sarei fiero di interpretare la figura di un maestro di quella campagna del nord, o del centro o del sud del nostro paese, che tanti figli illustri ha dato, in grado di dare la mano al remigino SISTRI per accompagnarlo alle porte di qualche università, magari, europea.
Roberto Conforto