L’evoluzione informatica dei rapporti tra pubblico e privato

9 giugno 2011 | Nessun commento » | admin

L’introduzione dell’informatica nella pubblica amministrazione, in Italia, risale agli anni ’70 del secolo scorso. Da allora acqua sotto i ponti ne è passata in grande quantità e la pubblica amministrazione si è così evoluta che nell’attuale situazione non può esimersi dall’informatizzazione dei propri processi e controlli. Del resto, anche il “privato” sia nel comparto dei  servizi (terziario) che nella produzione (primario) non può più fare a meno del supporto informatico, così come, del resto, avviene nella vita comune di tutti i giorni di ciascun cittadino.

 

Lo stato, o meglio, il Ministero dell’ambiente aveva annunciato sin dal 2006 l’intenzione di porre sotto controllo informatico la gestione nazionale del comparto che gestisce i rifiuti speciali e pericolosi. L’attuazione di tale intenzione è maturata nel 2009 prima con l’art. 14-bis della legge 102/2009, indi, con i D.M. istitutivi ed evolutivi del SISTRI: il SIStema di Tracciabilità dei Rifiuti, compendiati nel Testo Unico – SISTRI: D.M. 18 febbraio 2011, infine, con l’adegua-mento del 152/06, attraverso il recepimento della direttiva comunitaria 98/2008, realizzato dal D. Lgs 205/10 che di SISTRI è infarcito.

Il SISTRI, quindi, è la risposta all’esigenza ineluttabile di controllo espressa da lungo tempo dal legislatore nei confronti di tutti i soggetti economici che producono, trasportano, trattano, smaltiscono, recuperano, intermediano: ovvero, GESTISCONO rifiuti speciali e pericolosi nel nostro paese.

 

Per gli addetti ai lavori l’avvento del SISTRI è stato e viene visto come una rivoluzione copernicana del proprio modus operandi, in quanto, l’impatto organizzativo dell’introduzione del nuovo sistema non è affatto indolore:

  • diventa obbligatorio compilare i documenti di rendicontazione della gestione del magazzino ed accompagnatori del trasporto in modo informatizzato; ma non basta, la gestione di tale comunicazione telematica e conseguente dematerializzazione dei documenti obbligatori deve essere effettuata in tempo reale,
  • il repository di tutte le informazioni inerenti la gestione dei rifiuti è centralizzato, gestito dai NOE (Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri) e reso disponibile a tutte le forze dell’ordine che possono eseguire controlli sul territorio,
  • il sistema sanzionatorio applicato per punire le eventuali evasioni/elusioni dall’applicazione del sistema è particolarmente oneroso.

 

Il nuovo sistema è sicuramente un passo in avanti nella normalizzazione e regolamentazione del comparto, soprattutto, se visto dalla prospettiva del Ministero dell’Ambiente. In effetti, l’attivazione di SISTRI risolverà i problemi del Ministero, ma la sua architettura non considera minimamente i problemi gestionali dei soggetti obbligati connessi con la gestione dei rifiuti, nel senso che tali problematiche sono così diverse, caso per caso, che non è nemmeno pensabile attuare un sistema che le prenda in considerazione tutte riuscendo a dare una risposta soddisfacente ai diversi desiderata che si sollevano dal modo imprenditoriale considerato nel suo complesso. Del resto SISTRI, è stato dichiarato da subito, non è un sistema gestionale e non può farne le veci.

 

Esperienze similari l’amministrazione dello Stato negli ultimi anni ne ha percorse diverse nei diversi comparti nei quali è necessario gestire i rapporti con il pubblico:

  • il fisco,
  • la sanità,
  • l’istruzione,
  • ……

Si pensi, ad esempio, alla recente riforma della comunicazione telematica agli organi preposti, da parte del medico curante, dei certificati di malattia dei pazienti lavoratori; alla presentazione telematica della denuncia dei redditi o dei modelli F24 di liquidazione mensile dei versamenti fiscali, etc.

 

L’amministrazione dello stato ha disposto delle regole e dei metodi informatici di gestione dei rapporti delle comunicazioni tra persone fisiche e giuridiche ed i propri organismi di raccolta di tali informazioni, il comparto economico ha saputo frapporre dei propri sistemi di gestione di tale dialogo:

  • i gestori di fisco on line sono, generalmente, non i singoli soggetti  ma i CAAF o i commercialisti cui questi si rivolgono,
  • la presentazione ed il pagamento dei Modelli F24 è effettuato attraverso l’intermediazione degli istituti bancari che mettono a disposizione dei propri clienti, non solo gli sportelli, ma anche delle applicazioni on line di presentazione delle disposizioni di pagamento,
  • i certificati di malattia non vengono più consegnati dai lavoratori al datore di lavoro, bensì, questi li preleva direttamente da un apposito portale web previa autenticazione e digitazione di un codice di accesso al singolo documento.

 

Tornando all’argomento principale, in questa prospettiva il SISTRI è una esigenza dello stato, il come soddisfarla è un compito delle imprese che dovranno escogitare metodi e sistemi necessari a non variare la propria struttura organizzativa ed operativa, ad evitare l’aumento dei costi e, contemporaneamente, ad ottemperare agli obblighi di legge.

 

I ritardi con cui il sistema entrerà in funzione sono assolutamente da imputare alla mancanza di risposte alle pressanti sollecitazioni cui il SISTRI è stato sottoposto da parte dei soggetti obbligati che lamentavano:

  • malfunzionamenti dell’hardware,
  • lentezza e non completezza funzionale del software,
  • mancanza di risposte nelle situazioni di incongruenza tra iscrizioni e situazione reale delle imprese,
  • mancanza di una interfaccia di dialogo efficace ed efficiente.

 

Tuttavia le imprese, ovvero tutte le associazioni che le rappresentano nei tavoli di confronto con il Ministero, hanno interpretato in modo incompleto il significato intrinseco dell’introduzione di SISTRI: Il sistema risolve le problematiche del Ministero non quelle delle imprese. Le imprese devono essere autonome nell’approntare risposte efficaci ed efficienti rispetto alle proprie esigenze, finalizzate ad ottemperare alla norma ma, contemporaneamente, ad eliminare nuovi costi e, soprattutto, a poter continuare l’attività nel pieno rispetto delle proprie organizzazioni e metodologie di produzione.

 

L’evoluzione dei rapporti tra stato e comparti economici è basata sulla tecnologia? la risposta non può che essere tecnologica.

 

Il mondo delle imprese è sollecitato da molte, troppe incombenze cui è necessario rispondere per rimanere allineati alle esigenze di un paese moderno e civile. Tra queste ci sarà anche il SISTRI. Non per questo di SISTRI si dovrà perire! Le imprese, e le associazioni che le rappresentano, dovranno percepire che è antieconomico rivoluzionare il proprio sistema organizzativo e produttivo per ottemperare ad un obbligo di legge, e meglio frapporre tra i due sistemi un frame di gestione dell’obbligo nel rispetto della propria essenzialità. Tale frame deve essere un gestore:

  • delle informazioni da comunicare,
  • del dialogo automatico da intraprendere tra sistemi gestionali presenti nelle imprese e SISTRI,

ma questo frame deve essere anche, e soprattutto, un intermediario che sia in grado di scambiare le informazioni da fornire al SISTRI tra i soggetti obbligati coinvolti, ANTECEDENTEMENTE rispetto ai tempi imposti dal sistema, in modo tale che, i soggetti obbligati siano in grado di raggiungere una ragionevole sicurezza sul controllo delle informazioni prima di dichiararle e sottoscriverle in SISTRI. Questo frame deve essere una risposta tecnologica all’obbligo tecnologicizzato di redigere la gestione amministrativa dei rifiuti in tempo reale e per via telematica: si tratta di far dialogare, anziché l’uomo con il sistema, i sistemi gestionali con il SISTRI, in modo tale da fornire le stesse informazioni intermediate e controllate in automatico piuttosto che manualmente; ed è luogo comune ormai che le macchine sono più veloci e precise dell’uomo. Il processo di dialogo tra due sistemi informatici viene denominato INTEROPERABILITÁ.

 

Di interoperabilità tra i sistemi gestionali esistenti e SISTRI si è iniziato a discutere ai tavoli di confronto al Ministero già dal marzo del 2010. L’argomentazione principale era sostenuta dall’esigenza delle imprese, inizialmente le più dimensionate, di non dover essere obbligati ad una doppia gestione amministrativa dei rifiuti: quella realizzata con i propri sistemi di gestione e quella voluta da SISTRI. Tuttavia l’evoluzione dell’applicazione web based messa a disposizione dei soggetti obbligati, si è andata complicando notevolmente soprattutto nell’affrontare casi particolari quali il trasporto intermodale, il respingimento di un carico, la gestione di un conferimento da parte di un soggetto non iscritto, e via dicendo. Queste “complicazioni” diventano ingestibili mano a mano che si riduce la dimensione dell’impresa soggetto obbligato, in quanto la microimpresa non possiede al proprio interno le competenze necessarie al corretto utilizzo dell’applicazione, questo sia per la bassa frequenza dell’uso del supporto ma, soprattutto, per l’intrinseca complessità dell’operatività imposta dal sistema. Oggi il problema sussiste ugualmente ma il soggetto obbligato lo fa risolvere dal gestore dell’operazione di raccolta/smaltimento cui riconosce la competenza necessaria a sbrogliare la situazione difficile. Domani il frame di cui si accenna dovrà essere in grado di permettere la stessa gestionalità, pur nel rispetto delle responsabilità di ciascuno e della corretta operatività in SISTRI. L’interoperabilità diventa una necessità non solo tra sistemi gestionali e SISTRI, ma anche tra i sistemi gestionali dei soggetti obbligati coinvolti nella singola movimentazione. Solo in tal modo sarà possibile gestire preventivamente ed in modo controllato quanto si va a comunicare a SISTRI. Si rammenta che il numero maggiore di soggetti obbligati appartiene proprio alla categoria delle microimprese per le quali l’avvento di SISTRI non può e non deve costituire un pretesto di evasione dagli obblighi di rispetto ambientale, altresì, non può costituire un ulteriore onere di gestione da considerare con sospetto e diffidenza.

 

Così come le dichiarazioni dei redditi non sono presentate dai singoli cittadini ma intermediate da soggetti che ne garantiscono la correttezza, parallelamente la movimentazione dei rifiuti, per le imprese che si riconoscono non sufficientemente competenti per una corretta gestione ed utilizzo dell’applicazione SISTRI, potranno essere redatte e controllate da soggetti professionalmente preparati e competenti e firmate in SISTRI dai soggetti produttori. Tali funzionalità saranno possibili solo se l’evoluzione tecnologica dei sistemi di gestione esistenti permetterà un dialogo interoperante tra gestori e produttori.

 

Computer Solutions Group ha già risolto il problema tecnico attraverso la produzione e la messa in funzione di SISGate®: la soluzione di interoperabilità con SISTRI pubblicizzata dall’inizio dell’anno che consta ormai di oltre 200 istallazioni in Italia. SISGate® non è solamente l’interoperabilità della suite di prodotti WinSmaRT®, distribuita da Computer Solutions presso oltre 800 clienti e 2.500 istallazioni, ma è una Service Open Architecture (SOA) adattabile ad ogni sistema gestionale esistente attraverso un Software Development Kit (SDK) adottabile da chiunque intenda interoperare con SISTRI ma anche con i sistemi gestionali degli altri soggetti obbligati coinvolti nel singolo movimento di rifiuti.

Computer Solutions Group è in grado di affermare di aver reso interoperante con SISTRI  la propria suite applicativa Progetto WinSmaRT® ma anche altri applicativi che hanno adottato la soluzione SISGate® prima della scadenza del 01 giugno 2011.  Entro il mese di giugno sarà possibile dimostrare l’interoperabilità, ai fini di controllare i dati da inviare a SISTRI, anche tra sistemi gestionali diversi realizzando quella risposta tecnologica che il mondo imprenditoriale deve dare al SISTRI affinché la sua introduzione sia trasformata in una opportunità e non in un ulteriore onere.

 

L’evoluzione dei rapporti tra stato e comparti economici è basata sulla tecnologia? la risposta non può che essere tecnologica.  Anche in tal modo si riesce ad innovare, a vincere la grande sfida della continua evoluzione dell’economia e, in generale, della società.