Il SISTRI risorto!!

24 agosto 2011 | Nessun commento » | Roberto Conforto

Non c’è voluto molto, appena 10 giorni, neppure il tempo sufficiente a disperdere l’eco del de profundis suonato dal D.L. 138 del 13-08, ed ecco risorgere il SISTRI per opera di una proposta di emendamento, nell’iter di conversione in legge del suddetto decreto, votata all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Senato riunitasi ieri 23-08.

Per capire bene il compromesso raggiunto tra i senatori che ha fatto risuscitare il SISTRI sarà necessario leggere, anche tra le righe, il testo della proposta, tant’è, comunque, che nei comunicati vengono dichiarati:

  • un ulteriore slittamento dell’entrata in vigore del nuovo sistema,
  • la conferma dello start up a scaglioni a partire dal 01 gennaio 2012,
  • una non meglio precisata messa a punto di perfezionamento del sistema affidata alla competenza del MATTM.

Non era necessario possedere doti divinatorie per prevedere un tale sviluppo della situazione, nel senso che:

  • i costi sostenuti per l’attuazione del sistema,
  • i costi sopportati dai soggetti obbligati per poterlo finanziare senza oneri per le casse dello Stato,
  • gli investimenti fatti a partire dal luglio 2009, data in cui il SISTRI è stato annunciato, da parte di tutti i soggetti coinvolti nella comprensione del nuovo sistema:
    • nella sua divulgazione,
    • nella sperimentazione,
    • nella formazione degli addetti che lo andranno ad utilizzare,
    • nella riorganizzazione dei processi produttivi ed amministrativi che dalla nuova logica del sistema saranno rivoluzionati,
    • nell’approntamento dei mezzi con le black box,
    • nelle nuove dotazioni hardware e software necessarie per dialogare con il sistema,
    • ed altro ancora,
    • l’ineluttabile progredire dell’innovazione, in particolare la sempre maggiore ingerenza dell’informatica nella vita di tutti i giorni,
    • la stanchezza del sistema vigente che riempie di carte gli uffici dei soggetti obbligati ma, soprattutto, è responsabile della maggior parte delle sanzioni elevate dagli organi di controllo per errori formali di redazione documentale,
    • la spinta della Comunità Europea che non manca di farcire le direttive con nuove e più pressanti esigenze di controllo raccomandando soluzioni tecnologiche avanzate di e-government,

sono tutte ragioni validissime ed inconfutabili per giustificare la decisione non solo di non abrogare il SISTRI, ma tentare di farlo diventare un modello di efficacia e di efficienza (finalmente) del nostro paese rispetto al resto del mondo.

La ormai prossima scadenza del 01 settembre è scongiurata ed i soggetti obbligati non ancora pronti al corretto utilizzo del nuovo sistema posso rasserenarsi ed adottare tutte le precauzioni necessarie per essere allineati per la nuova scadenza. Il 01 di gennaio, tuttavia, non è poi così distante. Restiamo in attesa delle modifiche annunciate, sperando, anzi, chiedendo a gran voce che non vengano rese note il 31 dicembre perché, in tal caso, si renderebbe necessaria la sesta proroga dell’entrata in vigore del sistema. Tuttavia, guardiamo con fiducia questa ulteriore possibilità di razionalizzare un comparto delicato ma importante per tutta la vita civile.

Una ulteriore considerazione. Negli oltre due anni di storia del SISTRI e della sua evoluzione chi è stato direttamente coinvolto nei tavoli di confronto con il MATTM per discutere i diversi aspetti applicativi del sistema ha potuto verificare una completa disponibilità al dialogo ma una scarsa conoscenza dei problemi operativi del comparto. Quindi, se di modifiche ed aggiustamenti del sistema si deve parlare è indispensabile che esperti consulenti di organizzazione, delle diverse categorie di soggetti obbligati coinvolte, possano esprimere il loro punto di vista sull’applicabilità delle soluzioni imposte dal sistema. Si ricorda, comunque, un concetto di fondo dal quale non ci si può discostare:

SISTRI è una esigenza dello stato, ovvero di noi tutti, il come soddisfarla è un compito delle imprese che dovranno escogitare metodi e sistemi necessari a variare opportunamente la propria struttura organizzativa, operativa oltre che evitare l’aumento dei costi ottemperando agli obblighi di legge. L’evoluzione dei rapporti tra Stato e comparti economici è basata sulla tecnologia? la risposta non può che essere tecnologica.  In tal modo si riesce ad innovare, a vincere la grande sfida della continua evoluzione dell’economia e, in generale, della società.

 

Roberto Conforto