Sono stati emanati già due D.M.1, si è frequentato diversi seminari esplicativi e partecipato a tavoli di confronto istituiti dal MATTMcon le Associazioni di Categoria più coinvolte, si è partecipato il 28-05 u.s. alla prima presentazione dell’operatività di SISTRI, ed altroancor.
A 30 gg. dall’entrata in vigore del sistema le prospettive sul suo utilizzo reale sono alquanto confuse e nessuna prospettiva vienedata, ancora, sull’interoperabilità di SISTRI con i sistemi informativi già esistenti sul mercato e dedicati alla gestione interna, a varilivelli, delle imprese direttamente coinvolte come soggetti obbligati. Maggiormente interessate all’interoperabilità, conseguentementealla mole di lavoro aggiuntivo che l’adeguamento a SISTRI comporterebbe in mancanza di tale interoperabilità2, le aziendedel comparto della raccolta e smaltimento e/o recupero dei rifiuti speciali e pericolosi si rivolgono con crescente stato di incertezzaed impotenza ai tecnici che sono in prima linea nel cercare di capire ai tavoli del MATTM “di che morte si dovrà morire”.
La situazione a tutt’oggi è drammatica solo se si pensa che alla data della prevista entrata in vigore del sistema non si potrà contare su una interazione automatica con esso. Tale scenario è altamente probabile solo se si pensa che il lavoro da realizzare, da parte deitecnici che scriveranno il codice di interoperabilità, viene valutato in mesi e non in giorni di lavoro.
Ma questo, a mio avviso, non è il problema principale da affrontare per operare correttamente in SISTRI. Anche se da tempo personalmentescrivo su queste pagine, e non solo, che l’aspetto organizzativo della gestione in tempo reale delle attività di avviamentoallo smaltimento/recupero dei rifiuti monitorati da SISTRI, e da questo imposto, sarà lo scoglio più duro da affrontare e risolvere,ritengo, valutata la scarsa attenzione che da tutti i commentatori viene rivolta alla problematica, che uno sparuto manipolo di osservatoripiù attenti abbiano chiaramente capito di cosa parlo.
Mi servo di tre schemi, molto elementari, per chiarire il concetto che intendo esprimere:SCHEMA 1: l’attuale attività di controllo dei dati relativi alla movimentazione di rifiuti speciali e pericolosi destinati allo smaltimento/recupero.

Questo primo schema intende chiarire come nelle incombenze amministrative attuali le attività di controllo dei dati costituenti lamovimentazione (FIR) possono essere effettuate, dal sistema di controllo interno alle aziende, con correzioni e conferme realizzatein tempi che vanno da un minimo di due ad un massimo di dieci giorni successivi la effettiva movimentazione; ed in effetti così siprocede nelle aziende soggetti obbligati. Questo è concesso dal lasso di tempo previsto dalle norme vigenti che determinano gliobblighi ed i vincoli inerenti la gestione amministrativa dei rifiuti obbligatoria per legge.
SCHEMA 2: la futura attività di controllo dei dati relativi alla movimentazione di rifiuti speciali e pericolosi destinati allo smaltimento/recupero in presenza degli obblighi previsti da SISTRI.

Questo secondo schema intende visualizzare come le abitudini attuali devono essere assolutamente cambiate nei termini temporalie nell’ottica dell’alimentazione di SISTRI secondo l’operatività e la tempistica che saranno imposte. Ovvero, tutta l’attività di preparazioneorganizzativa del conferimento così come il controllo formale e sostanziale del corredo informativo da comunicare a SISTRI,con l’apertura di una Scheda Movimentazione (ex FIR), deve essere realizzata antecedentemente rispetto all’inserimento in SISTRIdella previsione di movimentazione. Si ricorda come ogni eventuale variazione, che successivamente si intendesse apportare, rimanestoricizzata nel repository di SISTRI ed a disposizione degli enti di controllo, quindi, il più possibile, da evitare.In altre parole ed in termini concettuali, il legislatore, che ha pensato SISTRI come strumento di controllo del fenomeno della raccoltae smaltimento/recupero dei rifiuti speciali e pericolosi in Italia, ha inteso imporre al soggetto obbligato all’iscrizione il doversiinteressare e responsabilizzare del controllo formale e sostanziale dei dati da comunicare a SISTRI per la movimentazione preventivamenterispetto alla comunicazione stessa.
Chiedendosi che significato assume questa diversità comportamentale nella prassi organizzativa delle imprese soggetti obbligati, larisposta è veramente rivoluzionaria:
TUTTI I CONTROLLI CHE OGGI VENGONO EFFETTUATI PRIMA DI REGISTRARE NEL REGISTRO DI C/S I MOVIMENTI,DOVRANNO ESSERRE EFFETTUATI PRIMA DI APRIRE UNA SCHEDA MOVIMENTAZIONE IN SISTRI.
Per comprendere appieno la portata della “rivoluzione” basti pensare a quali e quanti dati costituenti il FIR oggi sono passibili divariazione (ovviamente, nei limiti del legale) successivamente all’avvenuto conferimento:
- Il CER,
- I dati autorizzatori dei soggetti coinvolti,
- La presenza o meno di intermediari,
- I dati sul trasporto: automezzo, eventuale rimorchio, percorso, trasporto intermodale, …..
- Le quantità effettive,
- Il corretto codice di destinazione del rifiuto: R1…R13, D1…D15,
- Caratteristiche di pericolosità e tipologia di trasporto in ADR,
- …….
Tutte queste informazioni devono essere predeterminate dal Produttore, soggetto obbligato all’iscrizione a SISTRI, e definitecorrettamente PRIMA di aprire una Scheda di Movimentazione SISTRI….
SCHEMA 3: la sensazione visiva della consecutio temporum delle azioni da intraprendere per realizzare un conferimento di rifiuti amezzo SISTRI rispetto alla medesima condizione attuale.
Indipendentemente dall’adozione di un sistema informatizzato per la gestione delle incombenze amministrative, obbligatorie per lagestione dei rifiuti, il processo organizzativo e gestionale interno alle imprese soggetti obbligati varia in modo radicale conl’introduzione di SISTRI.
Le imprese dovranno adeguarsi in modo totale alle nuove abitudini, la mancanza di tale adeguamento comporterà il dover affrontareil rischio di autodenunciare la propria impreparazione nella corretta gestione dei rifiuti rilevabile, direttamente dalle registrazionieffettuate in SISTRI e difficilmente recuperabile, con la conseguenza di dover affrontare, quasi inevitabilmente, l’accertamento delproprio operato da parte dei controllori, se non, in caso inequivocabile di irregolarità grave rilevabile direttamente dalle registrazioni,la denuncia d’ufficio alla magistratura se non il suo intervento diretto per la contestazione del reato.
La rivoluzione copernicana SISTRI è da prendere con molta serietà ed attenzione, da parte dei soggetti obbligati all’iscrizione:
- analizzando i processi interni di validazione del corredo informativo della movimentazione,
- verificando che tali processi passino al vaglio di personale responsabile in grado di confermare i livelli di controllo realmenteeffettuati,
- affidando l’intero processo di gestione interna all’opificio a personale qualificato e responsabilizzato a fornire dati a SISTRIin tutta tranquillità, in quanto, anche la gestione interna dei rifiuti speciali e pericolosi è assoggettabile da parte di SISTRIdi plausibili controlli a distanza utilizzando sistemi automatici,
- prendendo atto della volontà inequivocabile del legislatore, che ha deciso di introdurre SISTRI come sistema di monitoraggiodel corretto avviamento a smaltimento/recupero dei rifiuti speciali o pericolosi, di imporre al soggetto obbligatoall’iscrizione la presa di coscienza totale del fenomeno che esso innesca producendo rifiuti e dovendoli correttamente avviarealle operazioni di smaltimento o recupero
- ….
Il motivo principale per cui sono impegnato nella redazione di queste considerazioni deriva dalla costante sollecitazione del mercato,costituito in primis dai clienti che hanno in dotazione Progetto Win Sm@.R.T.®3 ma anche da tutti i frequentatori del blog doveesse sono pubblicate, che chiedono chiarimenti e delucidazioni sull’effetto SISTRI, ovvero, sull’impatto che l’introduzione di talesistema farà ricadere sui comportamenti aziendali.È ovvio come tutti siano preoccupati di un possibile impatto che intervenga su un aumento poco dimensionabile dei costi dei processiamministrativi esistenti, soprattutto, in mancanza di conoscenza sull’effettiva operatività e nella non definizionedell’interoperabilità. Tuttavia ritengo che il sistema, nella sua validità concettuale e dimensionale, come ho già avuto modo di affermare,non possa esimersi dal prendere in considerazione le perplessità di tutto il comparto dello smaltimento/recupero e, tantomeno, glissare su effettivi problemi economici di cospicua dimensione che gli operatoti più attenti e stimolati dall’esigenza di in-teroperabilità, possono sollevare ai tavoli di confronto istituiti dal MATTM.Ritengo, che in tale fase, comunque, le preoccupazioni palesate siano premature. Richiesta a gran voce una “palestra” in cui eserci-tare le attività di interoperabilità con i sistemi gestionali esistenti (sistema di test) essa è stata promessa successivamente all’entrata in vigore di SISTRI. Questa indicazione può significare:
- disponibilità a prendere in considerazione le istanze degli interlocutori più attenti e propositivi,
- impossibilità a realizzare tale ambiente di test in tempi precedenti alla data annunciata di entrata in vigore del sistema,
- slittamento delle effettiva entrata in vigore del sistema o, anche, prolungamento del periodo di “parallelo” come definito dal D.M. 17-12-2009,
- disponibilità a considerare tutte le istanze da qualunque parte provengano, sempre che siano allineate alle funzionalità intrinseche di SISTRI, anche in tempi successivi rispetto alla sua entrata in funzione,
- ….
1.SISTRI non può essere un sistema gestionale, quindi, ciascun soggetto obbligato analizzi per bene e prima dell’entrata in vigore di SISTRI l’impatto organizzativo dell’operatività di SISTRI sul proprio sistema di gestione dei rifiuti, finalizzando tale analisi alla presa di coscienza, indotta dal legislatore in tutti i soggetti obbligati, della corretta e consapevole gestione dei rifiuti, secondo la legislazione vigente ed in presenza di SISTRI che la percepirà in tempo reale,
2. La vera rivoluzione copernicana introdotta da SISTRI è costituita dal cambiamento delle abitudini sin qui percorse dalla maggior parte dei soggetti obbligati: controllo formale e sostanziale del corredo informativo della movimentazione prima della registrazione dei movimenti nei registri di C/S. Tale operatività dovrà essere riformata divenendo: controllo formale e sostanziale del corredo informativo della movimentazione prima dell’apertura di una scheda movimentazione in SISTRI,
3. Quando il processo amministrativo di controllo formale e sostanziale del corredo informativo della movimentazione di ri-fiuti non è possibile realizzarlo manualmente5 il soggetto obbligato è bene si affidi ad un sistema informatico che sia in grado di:
a. Anticipare le azioni di controllo formale e sostanziale del corredo informativo della movimentazione,
b. Riesca a parlare con SISTRI nel modo più consono affinché l’alimentazione di SISTRI sia il più trasparente possibi-le per i propri operatori,
c. Renda il “costo” di alimentazione di SISTRI ininfluente nella gestione amministrativa preventiva dei rifiuti e dei loro conferimenti per il corretto smaltimento/recupero.